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Capitolo L6.1 — Claude Code avanzato

Livello 6 — Avanzato. Dati di prodotto verificati il 24/06/2026 su fonti ufficiali.

Obiettivo

Al termine conoscerai tre leve avanzate di Claude Code: gli hooks per agganciare i tuoi comandi agli eventi, i sub-agent per delegare compiti a contesti separati, e i permessi granulari. Sono gli strumenti che trasformano Claude Code da assistente a parte integrata del tuo flusso.

Prerequisiti

Hooks: agganciare comandi agli eventi

Un hook è un comando shell che Claude Code esegue automaticamente in corrispondenza di un evento del suo ciclo di vita: prima di usare un tool, dopo, all’invio di un prompt, e così via. Servono a imporre regole che non vuoi affidare alla buona volontà: lanciare il linter dopo ogni modifica, bloccare la scrittura su certi file, registrare cosa è successo.

Si configurano in settings.json, organizzati per matcher (il nome del tool, una regex, o vuoto per tutti). Gli eventi principali sono PreToolUse (prima della chiamata a un tool) e PostToolUse (dopo).

{
  "hooks": {
    "PostToolUse": [
      {
        "matcher": "Edit",
        "hooks": [
          { "type": "command",
            "command": "npm run lint" }
        ]
      }
    ]
  }
}

La trappola dell’exit code

Il punto che fa inciampare tutti è il codice di uscita dell’hook. Non è un dettaglio: cambia il comportamento di Claude.

Quindi, se vuoi che un hook fermi un’azione e spieghi a Claude perché, devi uscire con exit 2 e scrivere il motivo su stderr. Sbagliare codice è la causa più comune di hook che “non bloccano”.

Sub-agent: delegare a un contesto separato

Un sub-agent è un assistente specializzato che Claude Code interpella per un compito, con un proprio context window, un proprio system prompt e propri permessi sui tool. Serve a isolare un lavoro (per esempio una revisione del codice) senza ingombrare la conversazione principale.

Si definisce come file Markdown con frontmatter in .claude/agents/ (di progetto) o ~/.claude/agents/ (personale). Claude decide a quale sub-agent delegare leggendo la description, come per le Skills.


name: code-reviewer
description: Rivede le modifiche per qualità
  e correttezza. Usalo prima del commit.
tools: Read, Grep, Glob

Sei un revisore attento. Cerca errori di
logica, casi limite e problemi di leggibilità.

Tip: il comando /agents ti guida nella creazione di un sub-agent e può generarne una prima bozza da una descrizione.

Permessi granulari

I permessi base (allow/deny, cap. L2.4) decidono cosa Claude può fare senza chiedere. Gli hooks alzano il controllo: un PreToolUse può valutare la singola azione e decidere a runtime se permetterla, negarla o chiedere conferma. Così passi da regole statiche (“mai rm -rf”) a regole dinamiche (“blocca la scrittura fuori da src/”). Il principio resta quello del cap. L2.4: concedi il ripetitivo e sicuro, presidia il distruttivo.

In pratica: un hook che blocca

  1. Apri .claude/settings.json.
  2. Aggiungi un hook PreToolUse con il matcher del tool da sorvegliare.
  3. Nel comando, controlla la condizione; se va bloccata, scrivi il motivo su stderr ed esci con exit 2.
  4. Avvia Claude Code e prova un’azione che deve essere bloccata.
  5. Verifica che Claude riceva il messaggio e si fermi.

Errori comuni

  1. Gli hooks eseguono tuoi comandi sugli eventi di Claude Code, da settings.json per matcher.
  2. La trappola dell’exit code: solo exit 2 blocca, e il motivo va su stderr.
  3. I sub-agent delegano un compito a un contesto separato; Claude sceglie in base alla description.
  4. I permessi granulari: gli hooks valutano a runtime cosa permettere.
  5. Filosofia invariata: concedi il sicuro, presidia il distruttivo.

Prossimo passo

Nel cap. L6.2 — MCP custom vediamo come collegare a Claude ciò che non ha già un connettore pronto, e il pattern che unisce una skill a un server MCP.

Dati su hooks, sub-agent e permessi verificati il 24/06/2026 su code.claude.com/docs (hooks, sub-agents). Gli esempi di configurazione non sono stati eseguiti in questa sede.

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