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Capitolo L1.2 — Conversare bene

Livello 1 — Fondamenti. Dati di prodotto verificati il 22/06/2026 su fonti ufficiali.

Obiettivo

Al termine saprai scrivere richieste (prompt) che ottengono risposte utili al primo colpo: chiare, con il contesto giusto e nel formato che ti serve. È l’abilità che fa la differenza tra usare Claude e usarlo bene.

Prerequisiti

La regola d’oro

Pensa a Claude come a un nuovo collaboratore: bravo, ma senza contesto sulle tue abitudini. Se la tua richiesta confonderebbe una persona competente che non conosce il tuo lavoro, confonderà anche Claude. Da qui derivano cinque principi pratici.

Nessuno di questi principi richiede tecnicismi: sono lo stesso buon senso che useresti delegando un compito a una persona. La differenza è che con Claude il costo di riprovare è quasi nullo, quindi puoi permetterti di essere esplicito senza timore di «chiedere troppo».

1. Sii chiaro e specifico

Di’ esplicitamente cosa vuoi, per chi e con quali vincoli. Indica lunghezza, tono e formato dell’output. Quando l’ordine conta, usa passi numerati. “Scrivi qualcosa sul prodotto” lascia troppo spazio; “Scrivi tre righe di descrizione per il prodotto X, tono professionale, per un pubblico tecnico” guida la risposta.

2. Dai contesto e motivazione

Spiegare il perché di una richiesta aiuta Claude a centrarla. “Riassumi questo report per un dirigente che ha due minuti” porta a un risultato diverso da un riassunto generico. Il contesto non è un di più: è ciò che orienta le scelte. Anche un vincolo, se posto in positivo, aiuta: invece di «non essere tecnico», scrivi «usa parole che capirebbe un cliente non del settore».

3. Usa esempi

Mostrare uno o due esempi del risultato che vuoi è uno dei modi più affidabili per guidare formato e tono. Se ti serve una scheda prodotto con una certa struttura, incolla una scheda già fatta come modello. Tre-cinque esempi ben scelti valgono più di mille spiegazioni.

4. Controlla il formato

Di’ cosa vuoi, non cosa non vuoi. “Rispondi con un elenco puntato di massimo cinque voci” è meglio di “non essere prolisso”. Se vuoi una tabella, chiedila; se vuoi JSON o Markdown, specificalo. Dichiarare il formato fa risparmiare giri: se ti serve una tabella a tre colonne o un elenco numerato, dillo subito invece di riformattare dopo.

5. Itera

La prima risposta è una bozza. Invece di ricominciare, correggi il tiro: “Più breve”, “Tono più informale”, “Aggiungi un esempio concreto”. Affinare in due o tre passaggi è più rapido che cercare il prompt perfetto al primo tentativo.

Dare ruolo, struttura e vincoli

Oltre ai cinque principi, due mosse alzano la qualità sulle richieste complesse.

Assegna un ruolo. Indicare il punto di vista da cui rispondere orienta tono e profondità: «Rispondi come un revisore di bilancio» o «Spiega come faresti a un collega non tecnico». Non è un trucco scenico: restringe il campo delle risposte plausibili a quelle che ti servono davvero.

Struttura le richieste lunghe. Quando una richiesta ha molte parti, separale: un blocco per il contesto, uno per il compito, uno per il formato voluto. Anche solo usare trattini o titoletti aiuta Claude a non perdere pezzi. Una richiesta ordinata produce una risposta ordinata.

Prima e dopo

La tabella mostra come passare da una richiesta debole a una efficace. Il principio è sempre lo stesso: aggiungere scopo, destinatario e formato.

Tabella L1.2.1 — Stesso intento, prompt debole e prompt migliore.

Intento Prompt debole Prompt migliore
Email “scrivi un’email” “email breve, cliente, tono cortese”
Riassunto “riassumi” “5 punti per un dirigente di fretta”
Codice “fai una funzione” “funzione che valida un’email, con test”

Tip: se non sai da dove partire, scrivi prima l’obiettivo (“voglio ottenere…”), poi il contesto, infine il formato. Tre righe bastano.

Un esempio completo

Mettiamo insieme i principi su un caso reale. Parti da una richiesta d’istinto:

Scrivimi un post per annunciare il nuovo prodotto.

È vaga: niente pubblico, niente canale, niente tono. Ecco la stessa richiesta riscritta applicando scopo, destinatario e formato:

Scrivi un post LinkedIn (max 120 parole) per annunciare il lancio del prodotto X a professionisti del settore. Tono competente ma caldo, senza superlativi. Chiudi con una domanda che inviti al commento.

La seconda versione dichiara scopo, pubblico, canale, lunghezza, tono e perfino la chiusura. A Claude resta poco da indovinare, e la prima risposta è già vicina a ciò che volevi: il tempo speso a scrivere bene la richiesta lo recuperi sulle correzioni che non dovrai fare.

Iterare o ripartire?

Iterare nella stessa chat conserva il contesto: è la scelta giusta quando rifini un risultato. Conviene invece aprire una nuova chat quando cambi argomento del tutto, così il contesto vecchio non «sporca» le risposte nuove. Regola pratica: stesso obiettivo, stessa chat; obiettivo diverso, chat nuova.

Spezzare un compito grande

Le richieste enormi («scrivimi il piano marketing completo») producono risposte generiche, perché Claude deve indovinare troppo. Conviene procedere a tappe: prima l’indice, poi una sezione alla volta, infine la revisione d’insieme. A ogni passo dai un obiettivo chiaro e controlli il risultato prima di andare avanti. Così mantieni il controllo e ottieni una qualità costante, invece di un muro di testo da sistemare tutto in una volta. Vale per testi, analisi e codice allo stesso modo: è la differenza tra delegare un progetto e delegare un passo.

Lungo non vuol dire migliore

Essere specifici non significa scrivere paragrafi. Spesso tre righe ben mirate — obiettivo, contesto, formato — battono mezza pagina di istruzioni confuse. Punta alla chiarezza, non alla quantità: ogni parola che non aggiunge un vincolo è rumore. Se ti accorgi di ripeterti, togli invece di aggiungere. Un buon prompt si riconosce così: nessuno dei suoi pezzi è eliminabile senza perdere qualcosa.

Errori comuni

In pratica: trasforma un prompt debole

  1. Parti da una richiesta vaga che useresti d’istinto.
  2. Aggiungi scopo (“serve per…”) e destinatario (“per…”).
  3. Specifica il formato (lunghezza, struttura, tono).
  4. Se hai un esempio del risultato voluto, incollalo.
  5. Manda, valuta e itera con una correzione mirata.
  1. Tratta Claude come un collega competente ma senza il tuo contesto.
  2. Sii chiaro e specifico: scopo, destinatario, vincoli.
  3. Dai contesto ed esempi; guidano più di mille parole.
  4. Controlla il formato dicendo cosa vuoi, non cosa eviti.
  5. Itera: la prima risposta è una bozza da affinare.

Prossimo passo

Nel cap. L1.3 — Impostazioni e stili configuriamo tono, preferenze e capacità (Web search, Code execution, Memory) per non doverle ripetere a ogni chat.

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